Super Mario Galaxy: La nascita

Super Mario Galaxy: La nascita

Nintendo in Giappone ha realizzato una intervista fra il presidente della Nintendo (Satoru Iwata) e i produttori di Mario Galaxy: Takao Shimizu e Yoshiaki Koizumi. Di seguito vi invitiamo a leggere l’intervista completa in italiano.

Nella seguente intervista si descrive quando Miyamoto diede l’idea di un Mario su superfici sferiche, viene menzionato come il team di ha avuto disaccordi con il direttore genereale di EAD, come cucinare un gioco e come coltivare un campo… Uno strano esempio di metafore incontrollate che non ci stupiscono quando c’è di mezzo la grande N.

Buonalettura !

Mario Galaxy è stato realizzato dal Team Nintendo di Tokyo, quindi incontriamo il Produttore e il Direttore.

Takao Shimizu: Sono il Produttore di a Tokyo.

Yoshiaki Koizumi: Ed io sono il direttore di Nintendo a Tokyo, responsabile delle istruzioni del Team e portavoce delle parole di Miyamoto.

Satoru Iwata: Per prima cosa, discutiamo sulla realizzazione di questo progetto.

Koizumi: Torniamo all’anno 2000, quando si sentirono i primi annunci del Game Cube. Mostrammo una demo di Mario 128, ed io ero il direttore. Ero veramente intenzionato di usare il sistema di Mario128 in un vero gioco, ma sapevo che in quel momento non era un’idea del tutto fattibile.

Satoru Iwata: Perchè pensava che non fosse possibile?

Koizumi: Il problema era unicamente tecnico. Al tempo, con Mario 128, avevamo effettivamente un Mario camminante sopra un disco, ma per ottenere delle azioni su un corpo in movimento si richiedeva sul serio una grande abilità, sia della macchina che di programmazione. Ero pensieroso su questo, ed a meno che le motivazioni dello staff non fossero estremamente necessarie, noi non potevamo oltrepassare questo ostacolo per lo sviluppo.

Satoru Iwata: Riguardo l’uso di sfere in un gioco di Mario, ricordo di aver sentito da Miyamoto un progetto di 5 anni addietro, ma non capivo come lo sviluppo di aree sferiche potevano essere una tecnica rivoluzionaria. Ma adesso vedendo l’idea di Mario Galaxy realizzata posso comprendere il significato di quel concetto.

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Koizumi: Cinque anni fa pensavo anche io alla stessa cosa. “Sembra interesante”, ricordo di aver pensato, “ma questo ha la possibilità di avere realmente successo?” Penso che tutti abbiano avuto in mente questo particolare, tranne Miyamoto che continuò dicendo “In un modo o nell’altro, ho intenzione di realizzare questo tipo di Mario.”

Shimizu: E quindi, due anni e mezzo fa, dopo DK: Jungle Beat, abbiamo avuto tempo di pensare ad un nuovo progetto. Stavamo progettando un gioco completamente originale, ma Miyamoto con aria triste ci disse: “Vi voglio per realizzare un gioco basato su un personaggio Nintendo”.

Koizumi: Per cominciare, dato che il Team di Tokyo venne completamente realizzato solo nel 2003, sentimmo di non poter creare un titolo di grossa importanza. A Miyamoto fu detto che eravamo intenzionati a fare un gioco di poca importanza “compatto”, ma Shigeru ci rispose: “Non volete fare qualcosa di grosso ?”, e da un membro del team venne l’idea azzardata “Perchè non il prossimo Mario ?”.

Satoru Iwata: Ma lo sviluppo non filò proprio liscio come l’olio, dico bene?

Koizumi: No, affatto. Con Mario Galaxy, ci sentimmo di recitare il ruolo di cuochi. Mostrammo alle persone la ricetta dicendo: “Guardate, vogliamo preparare questo tipo di piatto per Wii”. Ma il nostro staff non fu sicuro sulla bontà della pietanza che sarebbe potuta uscire dalla nostra cucina.

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7 Ottobre 2007 - Articolo a cura di: Warco

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