Shigeru Miyamoto: la sua vita
Shigeru Miyamoto nacque il 16 novembre 1952 nella piccola città di Sonobe-cho, alla periferia di Kyoto. Cresce immerso nella natura di quell’accogliente e semplice paesello, andando a pesca, esplorando l’ambiente che lo cricondava e visitando grotte come un’avventuriero. Terminate le lezioni scolastiche, se non impegnato nell’esplorazione era solitogiocare con i bambini del suo quartiere, soprattutto a baseball (suo sport preferito), mentre dedicava la sera alla musica (adora suonare la chitarra), e al disegno.

Uno dei ricordi più piacevoli della gioventù di Miyamoto, che spesso racconta con piacere, è quando scoprì una caverna che si trovava nei pressi della sua abitazione. Rimandò la visita più volte per la paura di presenze ostili al suo interno. Ma un giorno, armato di una lanterna (costruita da lui), decise che era giunto il momento di “entrare nel dungeon”, che gli riservò la sorpresa di avere un passaggio sotterraneo collegato ad un’altra grotta ben più grande.
Più volte ha affermato che molte sue idee geniali derivano da queste “esplorazioni”, e sappiamo bene che la saga di Zelda ad esempio non sarebbe la stessa senza queste sue esperienze.
Shigeru amava disegnare soggetti tratti dalla natura che lo circondava, amava anche creare fumetti tanto da fondare un club nella sua scuola per promuovere queste iniziative. Fù allora che cominciò ad avvicinarsi anche ai primi videogiochi…
Diventato diciottenne e terminata la normale scuola si iscrisse al Kanazawa Munici College of Industrial Arts and Crafts (un collegio artistico), il maestro non è mai stato portato a passare le giornate sui libri scolastici, pur amando la lettura ha sempre affermato che i suoi studi si sono protratti più del dovuto perché seguiva le lezioni solamente metà del tempo, e la sua creatività evidentemente si scontrava con la teoricità scolastica, inoltre in quel periodo amava divertirsi con gli amici, suonava la chitarra in una band, con la quale si esibiva spesso in concerti nei locali della città.
Nel 1977 Miyamoto si è laureato, e si incontrò con Hiroshi Yamauchi a capo della Nintendo Giapponese, non è stato un’incontro casuale, Yamauchi era un caro amico del padre di Shigeru, quindi l’incontro avvenne proprio grazie a una “raccomandazione” come spesso si usava in Giappone.
Yamauchi dopo un primo colloquio con Shigeru terminato senza lodi, lo fece richiamare e questa volta Miyamoto si presentò con un portfolio composto dai suoi lavori più importanti e da alcune idee per nuovi giochi.
Il presidente Yamauchi non tardò a percepire le potenzialità di Miyamoto, lo assunse e lo rese apprendista al dipartimento di progettazione (di giocattoli per ora).
In questo periodo della sua vita conobbe la sua futura moglie dalla quale avrà due figli, si tratta di Yasuko, ragazza che lavorava nel dipartimento amministrativo della Grande N, si sposarono e si trasferirono in una casa di modeste dimensioni proprio nelle vicinanze del quartier generale Nintendo.
Nel 1980, Nintendo USA realizzò “Radarscope” un gioco arcade che sarebbe dovuto essere il primo di una lunga serie di successi, ma si rivelò invece un’enorme flop.
Nintendo America disperata aveva bisogno di un titolo di successo per rimanere a galla, il settore videoludico stava vivendo in quel periodo una crisi senza fine.
Fù allora che Hiroshi Yamauchi assegnò a Miyamoto, il compito di creare il videogioco che avrebbe affondato o portato agli altari l’azienda in USA. Dopo solo 3 anni di apprendimento dentro l’azienda gli venne affidato un’incarico dal peso devastante per chiunque, ma come un grande eroe Shigeru non si tirò indietro, anzi era quello che aspettava (anche grazie al suo carattere non ansioso e allegro).
Gunpei Yokoi, responsabile del dipartimento R&D1, fu obbligato dal presidente Yamauchi a realizzare quel progetto di Shigeru, il quale aveva grandi idee che da tempo desiderava inserire in un videogioco, e a quel punto nessuno poteva più ostacolarlo, il Maestro si rese conto che era necessario caratterizzare per bene i personaggi come nessuno aveva mai fatto prima, Vestì Mario con un abito rosso e blu, gli mise dei guanti bianchi per evidenziare le mani creando lo stacco dalle braccia, aggiunse un nasone, baffi scuri, e un cappellino rosso per sopperire alla difficoltà tecnica di realizzare i capelli. Ogni parte del corpo era distinguibile nonostante i pochissimi pixel, se non è arte questa…
Persino la musica del gioco la realizzò lui stesso con una piccola tastiera elettronica collegata a un mangiacassette.
L’impatto di Donkey Kong fu devastante negli States, con oltre duemila cabinati venduti, siamo nel 1981 di fronte alla prima vera hit di Nintendo, da qui in poi il Maestro ha avuto sempre più fondi e mezzi a disposizione per sfoderare il suo genio.
Il protagonista del primo Donkey Kong fu battezzato da Miyamoto col nome Jumpman, (per le capacità nel salto). Furono i vertici di Nintendo of America che lo cambiarono in Mario per l’incredibile somiglianza che quel personaggio aveva con uno dei loro impiegati (Mario Segali) nella sede americana. Dopo 3 episodi di Donkey Kong Miyamoto decise di usare il nome Mario e ambientare il nuovo Hit Mario Bros nelle fogne di New York.
Nel 1984 Yamauchi creò il team R&D4 poi trasformatosi nel famoso EAD, Shigeru Miyamoto è stato nominato supervisore di questo team incaricato di realizzare titoli per la prima home console Nintendo, infatti realizzarono: Wild Gunman, Duck Hunt, Hogan’s Alley, Popeye, Excitebike, e per finire il capolavoro Super Mario Bros, seguito poi nel 1987 da Zelda (primo videogioco non in bundle per console a vendere 1 milione di pezzi al lancio).
Leggende dicono che Miyamoto al termine di uno Zelda si rinchiude in una stanza e realizza una enorme mappa cartacea, dopo svariati giorni di studio mentale richiama tutto il team e spiega idee e aggiunte da implementare, un vero terrore per il suo staff, ma che allo stesso tempo trasforma il titolo in capolavoro eterno.
Da questo momento in poi i titoli dove risulta “produttore” sono tantissimi, Zelda 2, Super Mario Bros 2, Super Mario Bros 3 (uno dei successi commerciali più imponenti della storia, in USA realizzò guadagni pari a 500 milioni di dollari, surclassando anche prodotti cinematografici, smentendo chi crede che il mercato videoludico trae più ricavi adesso).
10 Giugno 2007 - Articolo a cura di:










