Recensione: Super Mario Galaxy
Fisica: la quarta dimensione
L’universo di mario è in questa occasione suddiviso in galassie, naturalmente ognuna con caratteristiche differenti, e con un numero variabile le stelle da raccogliere. La maggior parte delle galassie risulta frammentata in più pianeti, ci si muove sfruttando a nostro favore una delle più grandi innovazioni di tutti i tempi: Laforza di gravità, presente ovviamente in ogni singolo pianetino, che porta la fisica di mario a ruotare attorno al centro gravitazionale.
Questo sistema di gioco rappresenta una sorta di “quarta dimensione” mai applicata prima in un videogioco tridimensionale, una profondità incredibile che porta mario a camminare saldamente a testa in giù in contesti unici e irripetibili.
Il concetto di gravità, era forse l’unica evoluzione possibile per un plaftorm game, chi non ha giocato il titolo, non può rendersi conto delle situazioni possibili, e per anni a venire ci chiederemo come abbiano potuto Miyamoto e soci pensare un’evoluzione simile e centrarla al primo tentativo.
Da un pianeta all’altro
Il passaggio da un pianeta all’altro avverrà in moltissime occasioni attraverso delle stelle lancio, che ci faranno letteralmente volare verso una direzione predefinita.
In queste numerose fasi “aeree” non avremo il controllo diretto del personaggio ma dovremo stare comunque ben attenti, perché tramite il Wiimote potremo sempre recuperare astroschegge o attivare qualche particolare meccanismo. Uno dei principali punti di forza del gioco è dato dalla grande varietà di situazioni alle quali saremo chiamati a partecipare; le stelle vanno infatti recuperate in modi molto differenti, alcune dovranno proprio essere recuperate fisicamente magari al termine di una bella arrampicata in cima ad un enorme costruzione, altre invece ci saranno donate come ricompensa per la vittoria in qualche gara o al termine dello scontro con un boss.
La cosa che più stupisce è che il livello cambierà strutturalmente a seconda dell’episodio prescelto, regalando quindi ad ogni nuova missione una componente di mistero e difficoltà in più. Difficoltà che tenderà naturalmente a salire avanzando nella storia, ma sempre in maniera graduale e bilanciata. Più crescerà il proprio livello di abilità e più vi verrà richiesto in termini di sforzo ludico. Un’altra novità, che poi tanto nuova non è, è data dalla presenza delle “trasformazioni” che erano state presenti nella serie fino a Mario 64. Stavolta, tanto per citarne alcune, potremo trasformarci in fantasma, per poter svolazzare e soprattutto per poter passare attraverso le solide sbarre, oppure recuperando l’apposito power up potremo diventare Mario Molla, e spiccare dei salti veramente stratosferici. Alcune abilità si consumeranno con il passare dei secondi, altre ancora invece si perderanno solamente dopo il contatto con un nemico, ma tutte oltre che contribuire anche esse alla varietà offerta dal titolo, “costringeranno” il giocatore a ragionare in maniera differente di fronte agli ostacoli.
Titolo dell’anno… anzi decennio
Per darvi un quadro globale della giocabilità, dobbiamo sottolineare come il titolo risulti oltre che splendidamente vario e profondo, anche dotato di un ritmo di notevolissimo spessore in grado di mantenere sempre viva l’attenzione del giocatore fino alla fine. Certo non tutte le missioni sono alla pari come studio e cura, ma il livello generale si mantiene su vette di assoluta eccellenza, esponendo un’ esplorazione abbinata ad un level design che definire magistrale è riduttivo, ogni sezione è una sorpresa, una novità, un momento inatteso e capace di stupire.
Passando all’aspetto tecnico, non possiamo che congratularci con gli sviluppatori per essere riusciti finalmente a sfruttare in maniera adeguata le potenzialità del Wii, troppo spesso vittima di conversioni non all’altezza. Mario Galaxy si fa apprezzare visivamente sotto ogni aspetto, offrendo una fluidità sempre elevatissima, e delle ambientazioni cromaticamente ricche e dal fino design, e come non citare il sonoro, anch’esso all’altezza della produzione, offrendo un buon campionario di brani, sempre adatti al contesto ipnotici, e di grande richiamo al glorioso passato.
Il testo del gioco è ben tradotto in italiano, ed anche in questo casa manca di qualsiasi doppiaggio sostituito nella maggior parte dei casi da qualche sparuto gorgoglio. Super Mario Galaxy riesce nella missione quasi impossibile di rivaleggiare (e per molti aspetti superare) Super Mario 64, grazie all’alchimia tra una giocabilità certamente collaudata ma corredata per l’occasione da tante novità e graditi ritorni, ed un’ottima realizzazione tecnica. Il risultato finale è un titolo davvero spettacolare, destinato ad entrare nella storia.
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Un capolavoro assoluto e immenso. Altre parole stonerebbero con l’armonia stellare del magnifico capolavoro Nintendo, un titolo che riesce a far tornare tutti bambini, quindi a stupirsi della scoperta, con sorprese sempre continue dietro l’angolo, regalando divertimento e freschezza come non se ne vedeva da troppo tempo. Seguito spirituale di Mario 64, se non nelle dinamiche sicuramente dal punto di vista qualitativo, con un’offerta e varietà di gioco senza eguali nel suo genere. Un viaggio indimenticabile che, con tutta onestà, non si riesce a non consigliare a tutti, ma proprio tutti, i giocatori, grandi o piccoli, fan Nintendo o meno, perché tanta qualità, tanta ispirazione, tanta classe, tanta fantasia, innovazione del concept e della giocabilità, tutte in un solo DVD, non si vedevano da un bel po’. Da avere a qualunque costo, e da stringere tra i ricordi più belli che un videogiocatore possa mai ricordare.
8 Dicembre 2007 - Articolo a cura di:










