Recensione: Resident Evil Umbrella Chronicles
Che gli sparatutto “su binari” siano un genere in estinzione, non è un segreto, tuttavia Capcom guardando alle potenzialità del Wii ha scelto di puntare su questo genere, presentando Resident Evil: The Umbrella Chronicles, come spin-off della famosa saga horror, promettendo di svelare i retroscena dei folli esperimenti biogenetici effettuati dalla Umbrella.
I Controlli
Come ogni sparatutto su binari i movimenti sono prestabiliti tramite carrellate continue della telecamera, spesso adrenaliniche quanto inattese, il giocatore potrà spostare leggermente lo sguardo di qualche centimetro tramite l’analogico del Nunchuk, periferica che Capcom ha reso pressoche inutile, dando volutamente la possibilità di giocare solo con il Wiimote a simulare una pistola. Il grilletto B infatti è relegato alla funzione di sparare, mentre A si occupa di raccogliere oggetti e scegliere il percorso di gioco quando possibile.
Tenendo premuto A e premendo B, si effettua il lancio della granata, che non richiede gesti simulativi, contrariamente al pugnale che richiede la simulazione gestuale tenendo premuto il tasto A. Per finire il cambio delle armi si effettua con freccia su e giù della croce digitale (funzione a tratti scomoda quando si dispone di tante armi, sopratutto se alcune scariche).
L’importanza della storia
In Resident Evil: The Umbrella Chronicles non tutti i retroscena della serie Resident Evil saranno svelati, le rivelazioni e i documenti da leggere riguardanti personaggi e creature assortite non mancano, come promesso da Capcom, ma Umbrella Chronicles non completa ogni singolo aspetto della saga, rendendo l’opera leggermente incompleta.

Punti di Forza
Umbrella Chronicles come avrete capito risulta semplice da giocare ed allo stesso tempo dotato di un livello di difficoltà ben calibrato in singolo, ma che richiede di essere giocato a livello difficile in due. Il titolo basa la sua longevità sulla ripetizione maniacale dei livelli, per cercare documenti ben nascosti e raccogliere abbastanza stelle necessarie a potenziare l’arsenale.
Ottimamente Caratterizzati i mostri di fine livello, che richiedono un’attenta conoscenza delle movenze e riflessi d’acciaio, ciliegina sulla torta di livelli che esibiscono splendide inquadrature, e sopratutto un ritmo di gioco adrenalinico e senza pause.
Tecnicamente parlando…
Resident Evil: The Umbrella Chronicles nonostante sia un progetto nativo Wii, graficamente non raggiunge il livello qualitativo di Resident Evil 4, titolo che ha ormai sulle spalle due anni, a tratti però, offre una grafica di buon livello, osando anche qualche effetto di luce sulle texture tramite l’utilizzo di basilari shader. Sicuramente da Capcom si potrebbe pretendere di più, anche in vista di qualche calo di frame visibilmente presente nelle situazioni più caotiche, ma che non rovina il ritmo frenetico del gioco.

Resident Evil: The Umbrella Chronicles propone un gameplay semplice e collaudato unito con tanti elementi narrativi per i fan della saga. Risulta però innegabile che Capcom non ha riposto in Umbrella Chronicles l'importanza e l'impegno che affida agli episodi "numerici", quindi il risultato finale mostra un gioco senza rivali in un genere, definibile di nicchia, ma che non ha nulla a che vedere con il capolavoro rappresentato dal quarto episodio della serie.
11 Dicembre 2007 - Articolo a cura di:










