Recensione: No More Heroes
La noia potrebbe arrivare
Difetto della produzione Grasshopper, sono proprio le fasi dove l’utente è costretto ad aggirarsi per la città di Santa Destroy a bordo della propria assurda motocicletta, svolgendo lavori o delitti su commissione al fine di racimolare sufficiente grana per iscriversi alla sfida successiva.
Lo scenario urbano è tristemente spoglio, sia a livello grafico sia in termini di contenuti, poco traffico, pedoni e soprattutto poche cose interattive in una mappa enorme da percorrere.
A completare il quedro si aggiungono sub-missions non stimolanti, spesso una formalità indesiderata.
Wiimote ben usato
Esaltante e divertente durante le fasi di combattimento, sfrutta bene le caratteristiche della combo Remote + Nunchuck, il tasto Z è usato per il lock-on, e A controlla la propria beam katana, che produce persino colpi diversi a seconda della postura alta o bassa (inclinazione del Wiimote), infine B controlla le prese effettuabili sui nemici.
Sia le prese, che le “fatality” prevedono il movimento dei due controller nelle direzioni indicate a video. (Ricordiamo che purtroppo la versione PAL del gioco è stata vittima della censura sul colore del sangue)
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No More Heroes sebbene non raggiunga livelli di eccellenza, riesce nell'intento di catturare il giocatore, nonostante difetti come la ripetitività delle parti in free-roaming, e una grafica comunque troppo semplice e migliorabile, il giocatore verrà attratto dal titolo, e lo giocherà volentieri. SUDA 51 non ha realizzato un capolavoro, ma un'esperienza comunque da provare, e che a nostro avviso supera il suo precedente lavoro "killer 7". Un prodotto che trasuda stile da ogni pixel, e porta una ventata di diversità e di carattere "adulto" in un catalogo di Wii, largamente invaso da titoli "casual".
7 Marzo 2008 - Articolo a cura di:










