Recensione: Mario Party 8
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Hudson Soft
Genere: Party Game
Distributore: Nintendo Italia
Disponibile dal: 22/6/2007
Lingua: Tutto in Italiano
Giocatori: 4
Prezzo: 46,90 Euro
Il party game per eccellenza è approdato sulla rivoluzionaria console Wii, Mario Party 8 propone Nintendo Style a profusione, tanti minigiochi originali, tabelloni ricchi di novità, e tanti piccoli miglioramenti rispetto alla precedente edizione cubica. Questo però non basterebbe certo a giustificare un seguito ai 7 episodi precedenti, e quindi la grande N ha implementato la funzione più importante di sempre, ovvero l’ovvio supporto al “telecomando” di Wii.
Mario Party 8 non appartiene alle serie più apprezzate dai Nintendo fan storici, per sua natura stessa è un titolo fortemente indirizzato al multiplayer in locale, adatto quindi a occasionali partite in compagnia, nella seguente recensione verrà analizzato sempre tenendo in considerazione questo aspetto.

Il Gioco Dell’Oca
Mario Party, è da sempre l’incarnazione digitale del classico “gioco dell’oca”, dove gli alter ego controllati dal giocatore si muovono su un tabellone composto da spazi colorati di ogni tipo.
Il movimento viene deciso dal lancio di un dado, e a seconda della posizione in cui il giocatore finisce è possibile vincere monete, perderle, attivare un minigioco con tutti presenti, essere avvantaggiati o sfavoriti da un evento avverso, o infine attivare scorciatoie per arrivare primi al traguardo (l’obbiettivo finale è proprio questo).
Per chi già conosce la serie, Mario Party 8 ha tra i vantaggi tabelloni più vari dei precedenti, sono stati aggiunti alcuni bonus originali, in grado di cambiare la conclusione di una partita anche a pochi turni dalla sua fine, in modo da rendere sempre imprevedibile l’esito finale.
Purtroppo però, per tutta una serie di motivi che andremo ad analizzare, questo episodio risulta al di sotto degli standard qualitativi Nintendo…

Non più il re dei party games
Tecnicamente il gioco lascia la sensazione di approssimativo, partendo da una grafica identica alle precedenti versioni, non riesce a distinguersi per stilizzazione e design, il supporto 16:9 è limitato solo ai filmati di presentazione e al tabellone, i minigiochi si mostrano con due inspiegabili bande ai lati (fatto assurdo nel 2007 che lascia intuire quanto il gioco era inizialmente pensato per il 4:3 del gamecube). Procedendo nel gioco e chiudendo un’occhio su un’assurdità simile, si nota che il ritmo di gioco è un po troppo lento tra un turno e l’altro (difetto che da sempre affligge la serie) e mentre nel multi l’attesa vola scambiandosi insulti, la modalità singola rimane terribilmente afflitta dal difetto.
Alla luce di oltre 60 nuovi minigiochi purtroppo dobbiamo constatare che pochi sono quelli che sfruttano veramente il Wiimote per quello che vale, e per assurdo nella maggiorparte dei casi viene usato come un pad normale.
Sicuramente questo è un’altro difetto del gioco, che a mio avviso esce sconfitto dal confronto diretto con titoli come Wiisport e Wario Ware. Persino i minigiochi di Wiiplay risultano molto più curati e divertenti pur essendo limitati nel numero.
Conclusione
Purtroppo Mario Party 8 è un semplice porting da GameCube, questo non solo ha influenzato pesantemente il lato tecnico, ma sopratutto ha limitato il gameplay che era lecito aspettarsi da una console dotata di Wiimote. Consigliamo Mario Party 8 solo a chi non possiede altri episodi della serie, oppure a chi ha giocato alla nausea gli altri party games presenti su Wii.
Voto:


7 Luglio 2007 - Articolo a cura di:










