Recensione di Trauma Center: Second Opinion
Sviluppatore: Atlus
Produttore: Atlus
Genere: Simulazione
Sito ufficiale: Atlus.com
Giocatori: 1
Data di uscita: TBA
Se siete stati tra i molti giocatori di Trauma Center, è probabile che stiate attendendo con impazienza, pienamente giustificata, l’uscita dell’episodio su Wii. Disponibile in Giappone e Stati Uniti, Trauma Center: Second Opinion ha un solo difetto, quello di non essere una novità ma piuttosto un adattamento della versione DS. Tuttavia, questa nuova serie di operazioni sono più che convincenti per come Atlus ha voluto rappresentare l’esperienza già nel primo capitolo.
Considerando i mesi passati assieme a Trauma Center: Under the Knife, si potranno rivivere le emozionanti operazioni prendendo al volo l’occasione offerta da Atlus di aiutare e guarire le vittime innocenti su Wii.
Coloro che hanno avuto la possibilità di aiutare il Dr. Stiles nell’episodio per DS, sanno che una delle principali attrazioni del titolo risiedeva nella precisione chirurgica necessaria per portare a termine le operazioni sul touch screen grazie all’impiego millimetrato dello stilo.
Ma cosa cambia quando si ha un telecomando tra le mani? Essendo personalmente abbastanza ansioso a questo riguardo, ci si può tranquillizzare per il fatto che basteranno giusto un paio di minuti per prendere la mano, meglio ancora se abbiamo ancora in mente i movimenti usati nella versione portatile.
Le modifiche apportate al controllo rendono le interazioni molto più intuitive, e la presenza costante di un’infermiera permette di restare concentrati sui propri obiettivi in funzione dello svolgimento dell’operazione.
Rapidità felina
La rapidità d’esecuzione resta sempre una delle componenti più determinanti di Trauma Center, ed in questa versione si è cercato di dare al giocatore la possibilità di agire rapidamente ed in modo così efficace come su DS, creando così un gioco vereamente intuitivo e scattante allo stesso tempo, e… la scommessa di casa Asus è sicuramente riuscita.
A tal fine, l’interfaccia degli strumenti chirurgici è affidata all’utilizzo dell’analogico presente sul Nunchuk, scegliendo quindi gli oggetti presenti in un anello di cui ogni direzione rappresenta un diverso strumento.
Nella pratica, il vantaggio è considerevole, poiché il giocatore non ha più bisogno di andare cercare sistematicamente ogni attrezzo e quindi ritornare in seguito sulla zona da trattare. La tensione del resto è così evidente come su DS, anche se è comunque attenuata dal fatto di poter, in qualsiasi momento, tralasciare un operazione per passare quindi all’operazione successiva. Occorre comunque sperare che i giocatori non ricorrino a questa soluzione troppo spesso, o si correrà il rischio di bruciare completamente l’esperienza di gioco.

“Dovrete ad esempio far girare il telecomando per modificare l’orientamento di un frammento d’osso, o anche tentare di operare al buio”
Da notare che questo seguito riprende ancora il concetto di “time-attack” di Under the Knife, dandoci la possibilità di ritornare in ogni momento su un’operazione precedente per riscoprirla o tentare di migliorare il proprio punteggio.
Se il cambiamento grafico di questo episodio non eccita particolarmente, è necessario sapere che Second Opinion costituisce principalmente solo un aggiornamento dell’aspetto precedente che un vero e proprio seguito della storia. Si riprende così la quasi totalità delle missioni originali, riportando alcune modifiche più o meno importanti ed aggiungendo nuove operazioni.
Al termine di ogni capitolo, si sbloccherà infatti un’operazione completamente nuova, che fa intervenire i nuovi personaggi utilizzando le particolarità del Wiimote. Dovrete ad esempio far girare il telecomando per modificare l’orientamento di un frammento d’osso, o anche tentare di operare al buio per mezzo di un flash simile a quello delle macchine fotografiche. Se queste missioni portano molta freschezza al titolo, sono comunque troppo poco numerose per compensare l’impressione di “già visto” considerata durante le altre operazioni.
In ogni caso esistono dei legami tra i due capitoli, portando anche, alla fine, a rivelazioni inattese.
E’ necessario provare il gioco però per capire come sono state riprese le operazioni, ma basti sapere che il disinnesco della bomba è stato interamente riconsiderato, come i massaggi cardiaci. D’altra parte, il 6° capitolo ha anche subito dei cambiamenti radicali e riserva il suo malloppo di sorprese, anche per le abitudini. La “Stella”usata per il potere del “Tocco Curativo” è sempre utilizzabile. Anche Nozomi Weaver, il secondo personaggio utilizzabile, possiede questo potere. Bisognerà saper quindi aspettarsi di perdere la calma e sarà ancora più probabile nelle missioni particolarmente difficili.
Second Opinion, viene gestito da un sistema di controllo pressochè differente dallo stile del DS dimostrando una buona logevità permessa anche dalle numerose operazioni, lasciando così davvero una sensasione di novità tra le mani e nello schermo del televisore. Il comparto audio, invece, poteva essere curato meglio, nulla che comprometta il lavoro nel suo complesso, ma di certo ci si aspettava di meglio.
Per il momento, ci si può soltanto rammaricarsi per la mancanza di innovazioni di quest’episodio e per la facilità relativa alla maggior parte delle operazioni, ma il ritorno di Trauma Center si annuncia già memorabile e non deluderà coloro che adorano la versione DS. Del resto è un titolo obbligatorio per chi non ha ancora potuto provare questo tipo di esperienza di gioco.
voto :


28 Aprile 2007 - Articolo a cura di:










