Recensione di Lunar Knights
Produttore: Konami
Sviluppatore: Kojima Productions
Genere: Action GdR
Distributore: Halifax
Giocatori: 1-4
Disponibile dal: 6 Aprile 07
Prezzo: 45 euro
L’industria videoludica è ormai diventata un vero business nell’ambito dell’economia mondiale tanto è vero che molte software/hardware house sono quotate in borsa ed eventuali annunci in ambito di produzione di videogames fanno salire le quotazioni alle stelle. Un fenomeno di questo genere si è verificato pochissimo tempo fa quando l’annuncio di Dragon Quest IX per Nintendo DS fece salire le quotazioni della Square del 6%. Nell’ambito cinematografico e soprattutto televisivo il successo di una serie Tv viene decretato dallo share del primo episodio messo in onda chiamato “Pilot” proprio perchè, in base all’andamento di questo, si decidera’ se continuare nella trasmissione del programma in questione. Il successo di un videogioco e di eventuali sequel è decretato sempre dall’andamento delle venditedel primo capitolo di un eventuale lunga serie. Chiaramente il fattore di vendita è sempre piu’ legato all’ambito geografico nel quale si viene a trovare. Succede infatti molto spesso che alcuni titoli “most wanted” in giappone non siano apprezzati dal pubblico occidentale che non riesce a comprenderli per le tematiche di gioco. Questo fenomeno puo’ colpire anche un ottimo titolo occidentale che in giappone puo’ venir accolto “freddamente”… Ma il fatto che un gioco venga tradotto in piu’ lingue è gia’ una cosa positiva, significa che a livello globale è apprezzato e che le differenze interculturali non sono poi’ cosi’ rigide come invece molti cercano di farci credere. La software house Konami pubblica i suoi titoli pressochè ovunque e le critche mosse al prodotto solitamente sono sporadiche e soprattutto, oscurate da molti punti positivi. Nel 2001 Kojima produttore degli ottimi Metal Gear solid stupi’ il pubblico con un titolo per gba veramente fuori dagli “schemi” tipici del videogiochi. Il gioco in questione è Boktai: The sun is in your hand. Si tratta di un gioco action semplice ma allo stesso tempo estremamente profondo. Il protagonista, un giovane ragazzo di nome Django, doveva distruggere una razza del male conosciuta con il nome di Immortal tramite una pistola solare che ricavava la sua energia attraverso la luce del sole del nostro mondo. La cartuccia di gioco infatti oltre ad avere un orologio interno possedeva un sensore solare che doveva essere rivolto verso una fonte di energia luminosa come il sole. Badate bene che non è possibile ingannare il sensore con la luce di una lampadina..era necessario uscire o mettersi vicino ad una finestra per ricaricare la pistola e proseguire nei vari manieri che costellavano le terre originarie del ragazzo, coperte da una coltre di immortal e di creature conosciute come undead. L’uccisione fisica di un boss non era sufficente ed era necessario dunque rinchiuderlo in una bara per portarlo all’esterno del dungeon e purificarlo tramite un “ampliatore” di energia solare creato dal consigliere fidato del ragazzo stesso: il messaggiero del sole Otenko. Oltre a questi nemici davvero ben realizzati faceva capolino la controparte negativa di Django, Sabata, il guerriero oscuro venendosi cosi’ a creare il tipico dualismo che nella casa Konami è ben conosciuto. La trama che costellava l’avventura vampiresca era rovinata, in Italia, da una traduzione pessima del gioco, ma che poteva essere tranquillamente compresa e gustata fino alla battaglia finale. In Giappone si grido’ al miracolo tanto che venne, da li a poco, pubblicato il secondo Capitolo: Boktai 2 Solar Boy Django.

La struttura di gioco non cambiava se non con l’aggiunta di elementi rpg, nuove armi, nuovi nemici, vecchie conoscenze e in italia un ottima traduzione nella nostra lingua. Il successo in Giappone fu ottimo ma per quanto riguarda l’Europa l’accoglienza non fu delle migliori tanto che questo secondo episodio in pochi lo conobbero. Kojima si accorse che il genere non piaceva e decise cosi’ di pubblicare l’ultimo capitolo della Trilogia solo nella terra del Sol levante. Le riviste piu’ famose premiarono questo episodio che concludeva le avventure di Django con voti non poi tanto distanti dai Pocket monster. E in Giappone il titolo apparve nella top ten in un periodo di transizione per la nintendo (luglio 2005) spiazzando un po’ tutte le software house. L’ultimo capitolo fondeva gli elementi Gdr del secondo con l’action del primo aggiungendo uno stile grafico che poco si discosta dal motore grafico del Nintendo Ds. Mostri giganti estremamente fluidi, ritorno a luoghi del passato e soprattutto la risoluzione del rapporto conflittuale dei 2 personaggi chiave: Django e Sabata. In Occidente nessuno sapeva dell’avvento dell’avvento di Shin Bokura no Taiyou: Gyakushuu no Sabata tanto è vero che neanche i negozi import italiani non ne erano a conoscenza dicendo che un gioco del genere non esisteva. La ricerca di questo titolo dunque, per i pochi appassionati, poteva trasformarsi in un odissea dal momento che la reperibilità era solo tramite i grandi siti on line…All E3 svoltosi lo scorso maggio fun annunciato Lunar Knights che effettivamente non è legato cronologicamente ai precedenti tre capitoli ma è un seguito ideologico della bellissima serie di Django. Scompare il sensore solare frutto di grandi discussioni e il sole viene creato artificialmente dallo schermo superiore del ds.
La Storia

I due protagonisti di Lunar Knights sono Lucian, un combattente abilissimo nell’arte della spada e Aaron, un giovane ragazzo che deve ancora risvegliare l’abilita’ della sua solar gun. Per quanto i nomi siano diversi rispetto alle controparti su gba i caratteri fisici hanno alcune comunanze come il taglio dei capelli e la stessa costituzione fisica. La nuova minaccia che incombe sulle terre di Culican è legata all’avanzata dei vampiri che, tramite la tecnologia, sono riusciti a costruire un cielo artificiale chiamato paraSOL, capace di filtrare i raggi solari che come da tradizione decreterebbero la morte dei vampiri stessi. Non contenti di questa tecnologia gli stessi capi della Dark Tribe si sono muniti di un Casket Armor cioè un’armatura in metallo capace di implementare il loro potere oscuro e di garantirgli allo stesso tempo un’ ulteriore protezione nei confronti del sole. Per quanto i 2 eroi si battano per la sconfitta dei vampiri il motivo che li spinge a combattere è diverso per entrami: Lucian è interessato a combattere il capo dei vampiri per questioni personali mentre il giovanissimo Aaron fa parte di una congregazione di uomini, dotati anch’essi di una solar gun, interessati a liberare tutti i cittadini rapiti dalla razza del male per motivi di nutrimento. I destini dei due nuovi eroi pero’ sono inevitabilmente legati come lo furono anni addietro per Sabata e Django e sembra proprio che la storia venga ad assumeri i connotati di quella reale: i fatti storici si ripetono di continuo nei diversi anni. Le terre di Culican agli occhi dei vecchi veteranei del genere avranno un aspetto famigliare nei onfronti della citta di Django; San Miguel e gli stessi undead che si affronteranno saranno gli stessi degli episodi del gba anche se dotati di un intelligenza artificiale decisamente superiore.
Action-RPG
Durante le battaglie i 2 protagonisti avranno a disposizione svariate armi che, con il proseguire dell’avventura, potranno essere implementate tramite l’ausilio di oggetti speciali e grazie anche all’aiuto di uno strano dottore che fonderà le armi principali con gli oggetti che si verranno a trovare durante l’esplorazione dei dungeon. Sia ben chiaro che non ci sara’ solo il potenziamento ma anche il ritrovamento o la donazione da parte di terzi di strumenti bellici sempre piu’ sofisticati che dovranno essere utilizzati a seconda delle situazioni. Se in alcuni casi sar’ necessario utilizzare armi devastanti in altre occasioni invece si dovra’ ricorrere all’ausilio della modalita’ Stealth. In questi casi piu’ che alla forza bruta ci si dovra’ rivolgere alle abilita’ di “hidding” ossia nascondendosi dietro alcune pareti in modo da evitare l’eventuale sentinella per poi colpirla freddamente alle spalle. Durante una qualsiasi battaglia inoltre sara’ possibile alternare l’utilizzo di Aaron e Lucian in base all’entita’ del nemico o semplicemente guardando, sullo schermo superiore, se è giorno o se è notte. Infatti ,mentre Aaron è preferibile durante le giornate assolate, Lucian da’ il suo meglio sotto la luce lunare. Oltre alle armi ci saranno degli oggetti che, equippagiati nel modo giusto, saranno capaci di aumentare la resistenza e la stessa velocita’ del protagonista. Nuove scarpe, sciarpe,maglie o scudi chiodati ci permetteranno di affrontare antri particolarmente ostili. Tutto il gioco infatti ruota attorno al giusto utilizzo di questi optional che diventano essenziali e non futili! Il potere dei due eroi inoltre potra’ basarsi non solo sugli elementi costitutivi dei due (ossia sole e luna) bensi’ su altri 4 elementi: terra, aria, fuoco, acqua che verranno aquisiti man mano che la dark tribe verra’ decimata. La maggior parte di questi per essere attivata necessita dell’ausilio del touch screen/microfono. Un buon attacco legato all’elemento acqua ad esempio necessita’ di buoni polmoni per scatenare, a seconda del nostro fiato, una tempesta ghiacciata degna di nota. Passare da un elemento all’altro è estremamente semplice: tenendo premuto il tasto R e usando la croce direzionale si seleziona il “terrential” preferito. Stessa dinamica per il cambio d’armi: Tasto L premuto e croce direzionale. Questo meccanismo per quanto insolito ci permettera’ di cambiare elemento base ed arma in pochissimi secondi rendendo cosi’ la dinamica di gioco sempre scorrevole. Anche le stesse armi “principali” potranno essere influenzate dagli elementi naturali tenendo sempre conto che la barra energetica viene consumata e necessita’ dunque del sole o della luna( a seconda del protagonista) per essere ricaricata. Gli attacchi come la tempesta di ghiaccio o altri potranno essere effettuati solo quando la barra TRC(trance) viene caricata completamente. Per ricaricarla il meccanismo è estremamente logico! Piu’ nemici si uccidono e piu’ questo fattore TRC si carichera’ fino al massimo per poi sprigionarlo in un colpo solo.
Il Controllo del Tempo
Negli episodi per gba l’unico modo per “controllare” il tempo consisteva nel giocare vicino ad un lucernario. Con il Nintendo DS invece le condizioni atmosferiche come perturbazioni e temperatura potranno essere gestite personalmente. Infatti sbloccando un “terrential” ,sara’ possibile aquisire il suo potere e il relativo ambiente nel quale questo elemento si è sviluppato. Il potere del fuoco, oltre a donarci poteri di combustione, ci permettera’ di regolare l’ambiente secondo le categorie Caldo/Secco. I dungeon quindi con l’ausilio di 5 climi differenti potranno assumere nuovi connotati che ci permetteranno di raggiungere alcune zone prima irraggiungibili. Una palude ci blocca? Il caldo desertico prosciugherà la maleodorante pozza permettendoci di scovare bonus aggiuntivi. Tutto sta nel combinare clima-dungeon e, soprattutto, ci richiede uno sforzo memorico per poter evitare inutili sprechi di tempo. Questa opzione di rivisitazione è tipica della Konami che spinge il giocatore a completare il gioco al 100 % tra curiosita’ e frustrazione. Questa chiave di volta ricorre anche nel recente Castlevania: Portrait of Ruin. Le zone segrete infatti spesso sono adornate da una serie di power up e soprattutto di nuove armi che ci faciliteranno l’esplorazione di manieri infestati.
Grafica

Il comparto grafico di Lunar Knight è davvero ben fatto! Gli scenari in continua differenziazione presentano anche minimi particolari. E’ cosi’ possibile vedere un palo della luce con tutte le varie segmentazioni. Lo stesso discorso vale per i nemici e gli stessi protagonisti che hanno una definizione al dettaglio pittosto maniacale. C’è da contare inoltre che, nelle situazioni piu’ importanti (ossia l’incontro con un boss), il gioco propone degli intramezzi anime che ben si sposano con il resto dell’avventura e che vanno ad implementare il buonissimo comparto grafico. La versione americana che ho avuto modo di giocare presenta inoltre alcune scene anche con una voce narrante che, ci introdce il gioco con un phatos di grande livello. Il tono della voce è adeguato alla situazione e le cadenze dizionali rendono il tutto un ottimo aperitivo per lo svolgersi dell’avventura; insomma sembra in certi casi di affrontare un’avventura romanzata con la presenza di scenari gotici/tecnologici. Durante le fasi di esplorazione e nelle situazioni piu’ affollate il gioco non subisce alcun rallentamento e la fluidita’ continua rendono il gameplay alquanto succoso. Un piccolo passo indietro: gli episodi per gba di Django e sabata potevano contare una grafica molto simile ma allo stesso tempo la fluidita’ ne risentiva parecchio! Le situazioni piu’ esaltanti sono legate agli scontri con i ciclopici boss ma buona parte della battaglia si svolge nell’iperspazio. Difatti dopo aver stroncato il nemico sotto il punto di vista fisico è necessario purificare la matrice oscura dello stesso attraverso una missione spaziale. Pennino in mano bisognera’ guidare un’astronave definita “Casket Rocket” attraverso ondate di nemici e di meteore per poter raggiungere il Pile driver, una sorta di catalizzatore di energia solare che eliminera’ definitivamento il coriaceo boss!
Conclusioni
La sensazione di gioco, come gia’ evidenziato nella recensione, è davvero ottima. L’unica pecca di questo nuovo episodio della kojima production sta nella longevità. Infatti per finire l’intera avventura sono necessarie al massimo 15 ore. Per i novelli del genere invece il gioco si rivela estremamente longevo, dato che il sistema di potenziamento e gli svariati menù sono ampi e permettono di sperimentare diversi oggetti. Il gioco rimane un most wanted e anche se l’avventura non è “eterna” è capace di donare parecchie soddisfazioni. Le rivisitazioni climatiche aggiungono un minimo di longevita’ che non guasta mai.La durata’è l’unica pecca del gioco ma per il resto siamo a livelli di prestazioni altissime. La perfezione non esiste ma questo gioco si avvicina molto all’eccellenza; il voto rimane puramente indicativo ma da buon conoscitore della serie vi consiglio di giocare ai precedenti episodi per gba per poi potersi immergere in questo quarto episodio per Nintendo DS per gustare fino il fondo le nuove avventure vampiresche di Lunar Knights
Voto:


25 Marzo 2007 - Articolo a cura di:










